Una marmorata presa sull’Adige a ninfa – anno 2026

Apertura sull’Adige 2026

Oggi voglio parlare delle 5 uscite che ho fatto sull’Adige all’apertura di quest’anno 2026. L’obiettivo principale era quello di prendere la marmorata, il pesce importante, diciamo, tenendo conto dell’altissima possibilità di tornare a casa senza catture.

Prima uscita

Una volta arrivato nel tratto no kill, il primo giorno, lì dal ponte di Rivalta, ho iniziato subito a pescare con uno spider sommerso e una DT galleggiante, facendo andare in deriva la coda. Dopodiché ho continuato a streamer senza risultati.

È possibile pescare anche a secca nei momenti in cui le trote bollano, ma capita raramente. In 5 volte che sono andato, le ho viste attive in superficie soltanto una volta, la sera. Quindi inutile dirlo: per la maggior parte del tempo si pesca con una sommersa, a ninfa o a streamer.

Tutte le volte risalivo il fiume per circa un km, passando bene ogni punto.

Provata la sommersa e lo streamer senza successo, ho iniziato a ninfa con una 10 piedi coda 3 e ho preso una trota (da circa 30 cm) in un punto molto infrascato, con un ramo che cadeva nell’acqua, dove chiaramente si era rifugiata.

Seconda e terza uscita

La seconda volta che ci sono andato sono riuscito a prendere una trota a secca verso sera, presa a vista in lontananza solo perché aveva bollato. Anche se purtroppo, dopo 10 secondi, si è slamata, è stata comunque una grande soddisfazione.

La terza volta invece niente: ho provato in mille modi, persino con un indicatore di boccata (boa) che sinceramente odio profondamente, ma volevo vedere se, regolando l’altezza della ninfa in profondità, facesse la differenza. Ma niente.

Cambio strategia

Così ho iniziato a ragionare bene e a cercare di capire dove si potessero nascondere le marmorate in un fiume così bello e difficile come l’Adige. Ho iniziato a riflettere attentamente su qualsiasi possibilità di cattura di questo pesce.

Così la quarta volta che ci sono andato ho deciso di pescare esclusivamente a ninfa con una 10 piedi coda 4, con un finale conico da 12 piedi + bicolor indicator e un tip dello 0,16 in fluorocarbon (io utilizzo il Trabucco Extra Strong, che è leggermente più grosso di quello indicato).

La ninfa e la presentazione

Ora la cosa più importante: quale ninfa usare e dove lanciarla.

È inutile dire che una ninfa funziona sempre. A mio parere il colore (naturale o meno) importa, ma quello che conta di più in assoluto è il modo in cui la presenti nella passata.

Detto questo, ho deciso di usare una ninfa completamente naturale con un piccolo attractor. Ho costruito una semplice Pheasant Tail naturalissima con coda e corpo in fagiano e un po’ di dubbing marrone in testa, con un collarino rosso fluo. La marmorata spesso attacca anche per territorialità, non solo per nutrirsi. Quindi una ninfa molto naturale per soddisfare la sua voglia di nutrirsi e il collarino rosso per farla in qualche modo “incavolare” o attirarla.

Se si pesca a streamer c’è una buona possibilità che attacchi per territorialità, ma per quanto riguarda la ninfa è molto più probabile che inizialmente attacchi per controllare se sia effettivamente commestibile, magari con un colpo di pinna o di testa. In ogni caso mi sono sentito comunque in dovere di costruirla naturale: ho ritenuto fosse la cosa più giusta per un pesce così importante e “furbo”, anche se credo che il collarino rosso sia davvero molto utile per attirarla.

Dove lanciare

Secondo: dove lanciare.

Visto che le marmorate si trovano principalmente sul fondo del fiume, quando mi spostavo lungo il tratto ho deciso di lanciare ogni volta la ninfa esclusivamente in due modi.

Uno: né troppo a riva né al centro, ma esattamente a un terzo dalla riva. Questo perché in molti punti la corrente al centro è troppo veloce, mentre quella vicino a riva è spesso molto lenta, quindi lanciavo praticamente nella soglia tra le due correnti. In questo modo la ninfa, con testa da 3,5 o 4, finisce subito sul fondo e la passata rimane naturale.

Il secondo modo invece: esattamente in profondità accanto a grandi massi posizionati sul fondo, anche se la corrente è particolarmente lenta. Spesso sono proprio queste le tane perfette per la marmorata.

Quarta uscita

Così, la quarta uscita fatta sull’Adige, ho deciso di pescare solo ed esclusivamente a ninfa, come d’altronde faccio sempre. E ho preso un piccolo temolo in tutta la giornata.

temolo adige

Quinta uscita: la cattura

La quinta uscita invece è successo. Dopo una lunga giornata sempre a ninfa, mentre stavo tornando indietro lungo il tratto, mi sono avvicinato a una buca dove la riva era rocciosa e scendeva subito a fondo, profonda circa 2 o 3 metri.

Mi sono avvicinato lentamente e nascosto, ho lanciato la ninfa a 50 cm dalla riva (ripeto: 50 cm dalla riva), e la ninfa è scesa giù di circa 2 metri. Pensavo di fare la passata classica vista la corrente lenta, ma sul fondale la corrente creava un mulinello che faceva sì che la ninfa continuasse a girare attorno, formando un diametro di circa 30 cm.

Così l’ho lasciata lavorare, tenendo la canna sotto tensione ma non troppo, per permettere alla ninfa di muoversi senza essere alterata dai movimenti della mia mano e del mio braccio.

Dopo 20 secondi ho sentito un colpo secco, chiaramente la mangiata di un pesce, poi niente. Pensavo si trattasse di una trota da 30 cm. Sono rimasto immobile, ho continuato a lasciare lavorare la ninfa e dopo 10 secondi è partita come una furia. Ho capito subito che non si trattava di un pesce da 30 cm.

La trota ha nuotato diretta verso il centro del fiume, dove la corrente è più forte, così ho cercato di riportarla a riva, dove la corrente ovviamente è più lenta e gestibile. L’ho seguita per 10 metri lungo il tratto e dopo una ventina di minuti l’ho inguadinata. Ho fatto un breve video e poi l’ho subito rilasciata.

Considerazioni finali

Ora posso spiegare cosa può essere successo.

Il primo colpo iniziale, prima dell’attacco decisivo, molto probabilmente l’ha dato per testare o controllare la ninfa: forse un colpo di pinna o di testa, oppure semplicemente ha sbagliato la mangiata. In ogni caso, in quei momenti molti pescatori sbagliano e ferrano: bisogna rimanere fermi. Quando poi ha visto che la ninfa continuava a muoversi in modo “naturale”, l’ha attaccata.

Forse ormai, per esperienza, è talmente furba che voleva vedere se fosse un’esca vera, essendo un tratto no kill, chi lo sa.

Fatto sta che l’ho presa e, dopo numerose uscite e prove su prove, inutile dirlo, è stata una enorme soddisfazione.

Un’altra cosa molto importante è l’orario della cattura. Le marmorate, “purtroppo”, hanno i loro orari per uscire allo scoperto e mangiare. La cattura è avvenuta tra le 15:00 e le 16:00.

Conclusione

A breve, quando la neve a monte si scioglierà col caldo dell’estate, l’Adige diventerà impossibile da pescare e aspetterò settembre per tornarci nuovamente. Ovviamente non cambierò tecnica!

Vedi il Video

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